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“Facimme ammuine”: Dialogo e confusione tra Maffei, Chiariello, PD e bilancio

A distanza di una settimana dalla dura reprimenda di Chiariello, giovane e incolpevole Segretario del PD, il Sindaco Maffei finalmente rivela alla Città il suo punto di vista. Ne viene fuori uno scenario politico tra il fallimentare ed il catastrofico dal quale, ancora una volta, il Sindaco è l’unico ad uscirne indenne, quasi a testa alta. Una lunga requisitoria dalla quale emerge una sola novità. Si è passati infatti dal “non è a me”, coniato da un “irriverente” quanto attento giornalista televisivo, al “non sono stato io” più volte ripetuto nel testo del comunicato stampa. Un atteggiamento da vero “condottiero”, il Fieramosca dell’era virtuale, da autentico leader e “collante della coalizione”come auspicato dallo stesso Segretario del PD.

Ce né per tutti: dalle accuse di “intemperanza” e di lassismo rivolte ad una parte consistente della sua maggioranza (PD in testa), agli “scappellotti” dati al “giovane ed inesperto Segretario”, evidentemente non ritenuto capace di autonomia culturale e intellettuale, tanto da parlare a nome di altri usando per di più “toni ineducati”. Quella intemperanza di Partiti e Consiglieri Comunali compensata per fortuna dalla “cristiana temperanza” di un Sindaco che cerca ogni giorno, con fatica e responsabilità, di lavorare per la Città, come riportato nello stesso comunicato stampa.
A parte una velata reprimenda per i chiacchiericci provocati dei “nulla facenti” (immaginiamo rivolti a coloro che cercano di far crescere la conoscenza e l’informazione dei cittadini), gli unici a “farla franca”, a giudizio del Sindaco Maffei, sono “i cittadini barlettani, intelligenti e preparati”. Un appello probabilmente rivolto ai numerosi concittadini residenti in altre Regioni del Paese o all’estero.

In verità le questioni poste con coraggio dal Segretario del PD, che inevitabilmente in quanto tale non parla per sé ma si suppone che parli per l’intero Partito o per la maggioranza di esso, erano ben circostanziate ed estremamente puntuali. Una sintesi degli intollerabili ritardi dell’Amministrazione, coincidenti al tempo stesso con le vane attese di un’intera Città. Una vera denuncia politica che sarebbe lecito attendersi dalle opposizioni se non fossero prese da sonni profondi o da desideri di trasmigrazione. In particolare: le guide turistiche per la mostra a Palazzo della Marra individuate senza evidenza pubblica, la questione dei Dirigenti, i Musei e i Beni Storici chiusi a ferragosto, il caos dei lavori di adeguamento dello Stadio, la parziale chiusura della Biblioteca, la farsa della Disfida, l’assenza dell’Estate Barlettana, le maggiori indennità attribuite al Segretario Generale, la mancata approvazione di un PIP, i problemi dell’Agricoltura e della Pesca, e infine gli insopportabili ritardi sulle opere di urbanizzazione nella 167.

Nel merito di queste vicende nel comunicato stampa di Maffei, peraltro paradossalmente intitolato “Risposta a Chiariello” non si dice assolutamente niente, nessuna risposta nessun commento. Tutte questioni evidentemente ritenute marginali e di scarsa importanza per un Sindaco forse incompreso ma gagliardamente capace ancora una volta di lanciare, tra un’accusa e l’altra, appelli e sfide (di disfide per il momento meglio non parlarne). Così un comunicato che, nella parte iniziale, fa avvertire il rumore preoccupante e violento di spade, scudi ed elmetti, lasciando presagire un epilogo triste e drammatico, si conclude con un paterno (e patetico) richiamo al perseguimento del “bene comune”. L’appello, anzi la “supplica”, del Sindaco rivolta alle forze politiche di maggioranza è quella di approvare “quanto prima” il Bilancio di Previsione (!?) 2012, in modo tale che si possa avviare (udite udite) la discussione su quello del 2013. Forse solo il desiderio di passare da uno “scoglio” ad un altro nella vana speranza di poter continuare a “stare a galla”. Da uno sfinimento ad un altro, senza soluzione di continuità, tra contributi vari, piccoli divertimenti e short-lists. Sarebbe quantomeno curioso sapere cosa pensano al riguardo gli stessi “cittadini barlettani preparati e intelligenti”, quei cittadini illuminati e appagati cui si rivolge il Sindaco Maffei. Il pensiero di tutti gli altri, quella stragrande maggioranza di cittadini cosiddetti “alla buona”, è noto da tempo.


Dal sito del Comune di Barletta, “Risposta a Chiariello”

Dopo l’elezione di Stefano Chiariello a Segretario cittadino del Partito Democratico, quella di Enzo Delvecchio alla presidenza del Consiglio Comunale e con la nomina della Giunta, avvenuta nel maggio scorso, mi sarei aspettato che questa amministrazione trovasse finalmente la stabilità che tutti i cittadini chiedono da tempo e che rappresenta l’unica possibilità per rilanciare le attività di cui Barletta ha bisogno per fronteggiare la crisi economica attuale. L’approvazione all’unanimità delle linee di mandato e del consuntivo 2011, altresì, dovevano essere interpretate come un valore aggiunto, segno di una coalizione che sa essere unita e compatta nei momenti importanti.

Invece, con profonda amarezza, devo constatare che quelli che sono gli auspici del Sindaco non corrispondono a quelli di una parte evidentemente intemperante della sua maggioranza. Non posso che interpretare in questo modo quanto sta avvenendo da molto tempo ormai in città, anzi, nella politica cittadina, sempre più distante dalle richieste che provengono dai cittadini e, invece, fermamente convinta di poter agire con assoluta disinvoltura. Il giovane segretario cittadino del Partito Democratico, in un recente intervento pubblicato dalla stampa e con toni che spero non gli appartengano, tanto sono ineducati, mi ha addebitato le colpe del mondo, quasi che io sia tanto potente da poter decidere, qualora me ne venisse voglia, anche della vita o della morte delle persone. Non commento nel merito, convinto come sono che i cittadini barlettani, intelligenti e preparati, siano in grado di comprendere che tanto livore sia stato probabilmente dovuto all’inesperienza di Chiariello che pure conosco come persona educata e normalmente posata. Tuttavia Chiariello e quanti si riconoscono nelle sue parole meritano una risposta chiara e altrettanto ferma.

Devo dunque ricordare a Chiariello e a quanti mi accusano della responsabilità dell’attuale stallo amministrativo, che non sono stato io, in uno degli ultimi tavoli politici, a presentarmi con scudo ed elmetto domandando al Sindaco (sì, proprio a me) se avesse intenzione di candidarsi alle prossime elezioni politiche. Non sono stato io a minacciare che, qualora non fosse arrivata una risposta, l’attuale situazione di stallo amministrativo non si sarebbe sbloccata di un millimetro. Mi domando: a chi interessa se io sarò o meno candidato a elezioni prossime delle quali, attualmente, non si conosce nemmeno la data, la legge elettorale e la conseguente definizione dei collegi? E perché un interesse del genere? Alle curiosità (o agli interessi) di chi risponde una domanda simile? Non certo alle mie né, immagino, a quelle della maggior parte dei cittadini. A chi fa comodo una situazione del genere? Non certo a me che ogni giorno cerco, con fatica e responsabilità, di lavorare per la città, anche prendendomi la mia dose di critiche e insulti che, con cristiana temperanza, cerco di sopportare, consapevole della debolezza dell’animo umano e delle particolari situazioni di criticità vissute in questi momenti nel nostro territorio che portano ad esternarle.

Io ho a cuore esclusivamente le sorti della città della quale, pur con fatica dopo un primo mandato tribolato e dopo aver ottenuto il consenso dei barlettani alle elezioni primarie e alle successive amministrative, sono Sindaco. Queste sono risposte che i barlettani meritano e andrebbe anche spiegato loro perché tanto interesse su queste cose. Inoltre, perché, se i partiti a lungo hanno insistito perché provvedessi a effettuare le nomine del Consiglio di amministrazione della Bar.S.A. e degli altri organismi dei quali l’amministrazione è dotata, finalmente, quando ho deciso di procedere, queste nomine sono state contestate? Sarei io quello che temporeggia o non sa prendere decisioni?

É inutile nascondere, per amore di verità, che sono emerse contrapposizioni tra alcune forze politiche della maggioranza e che sono state denunciate criticità nell’operato di alcuni settori della macchina comunale. Ma sappiamo anche che non é facile, talune volte, conciliare valutazioni contrapposte che riguardano il merito di alcune questioni o posizioni troppo rigide espresse da alcuni o banali diffidenze nell’operato di alcuni assessori. Credo, tuttavia, che proprio attorno alle nostre capacità di mediazione ed al ruolo di ognuno di noi si debba cementare la volontà di analizzare tali difficoltà e porvi rimedio in maniera celere, prescindendo da interessi personali o di parte, nel perseguimento del “bene comune”. Bisogna “Ripartire dalla politica” come, giustamente, tuona Franco Pastore quando dice che é la politica la grande assente di questa estate, e non solo, e che con essa ci si debba occupare della crisi a qualunque livello cercando di non perdere occasioni di rilancio ed opportunità, con responsabilità, chiarezza e concretezza.

E’ per questo che sono convinto che incomprensioni e difficoltà, attraverso l’impegno di tutti e il superamento delle posizioni personali, saranno chiarite e superate sanate. Di questo così come della tenuta della coalizione sarò garante, e sarà mia responsabilità impegnarmi per il raggiungimento di una sintesi su temi specifici, in modo da provare a offrire a Barletta quello per cui siamo stati chiamati a governare: benessere ambientale, nuovi servizi, sviluppo turistico e culturale, sostegno ai ceti meno abbienti e alle imprese. Ma, lo dico a quanti in questo periodo stanno premendo contrariamente, anche utilizzando la stampa per una campagna di pressione che non facilita il dialogo tra persone: chiedo impegno e responsabilità. Lo chiedo alle forze politiche di maggioranza: diano risposte ai cittadini, le diano a me e a quanti con fatica stanno cercando di superare le divergenze, impegnandosi nell’attuazione del programma di mandato. Per questo mi aspetto che il documento di bilancio di previsione 2012, per il quale siamo in profondo ritardo e sul quale continuano a consumarsi tavoli politici improduttivi a causa di continue incomprensioni o veri e propri veti incrociati, venga approvato quanto prima e che, immediatamente dopo, si inizi la discussione su quello del 2013. Questo è il mio invito e il mio unico interesse. Il nostro impegno con la città é quello di amministrare, governare i processi, dare risposte e prospettive, non quello di litigare. Sono tante le cose da fare e sapremo anche dare risposte ai tanti interrogativi che sono a cuore di tanti, ma per carità, le chiacchiere, lasciamole a chi non ha nulla da fare.

 
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