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«Premiare le amministrazione virtuose, commissariare quelle che non lo sono»

«Bisogna premiare le amministrazioni virtuose, commissariare sul serio quelle che non lo sono per rimetterle a posto». E’ la dolorosa quanto cinica e obiettiva considerazione fatta dal Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, in occasione di una conferenza pubblica svoltasi di recente al Lingotto di Torino. Forse un pensiero sempre più diffuso anche tra le persone comuni: la politica ai “commissari”.

Affermazione dolorosa per chi crede nella democrazia e nei suoi processi di rappresentanza; di cui tuttavia non si può disconoscerne l’obiettività, a maggior ragione se si osserva il degrado che pervade le Istituzioni del nostro Paese: Comuni, Province, Regioni, Enti collegati, Società Municipalizzate, ecc., alle prese con indagini giudiziarie di vario genere, ora anche il Ministero dell’Interno, il tutto in un contesto di crisi in cui malaffare e corruzione sembrano non avere confine.

Da pochi giorni l’ex Sindaco Maffei, eletto dal centrosinistra, è stato “dimesso” a seguito delle dimissioni di 19 Consiglieri in prevalenza appartenenti al PD e paradossalmente gli stessi che lo avevano sostenuto nel corso delle Primarie di febbraio 2011. Una esperienza conclusasi miseramente con un susseguirsi di insolite conferenze stampa-denunce, a partire da quella del Sindaco, dai contenuti a dir poco allarmanti che inevitabilmente hanno suscitato l’interesse degli organi inquirenti. La fine di una stagione breve ma dolorosa con un’Amministrazione Comunale paralizzata da ricatti e interessi personali, capace tuttavia di dispensare negli ultimi attimi di vita, dopo la lottizzazione delle nomine nel CdA Bar.S.A. e Casa di Riposo, i generosi incarichi per il Nucleo di Valutazione a beneficio di persone con scarse competenze.

Non c’è che dire, il risultato conseguito dai protagonisti di questa fase politica è di grande concretezza: tutte le poltrone, nessuna esclusa, sono state occupate, pazienza se non si è riusciti a portare a segno altri obiettivi, forse perché più complicati. Poco importa se gli impegni elettorali e programmatici assunti di fronte alla Città sono rimasti nel cassetto. I “saggi” Consiglieri Comunali, evidentemente convinti di esserci anche dopo, hanno unilateralmente decretato la fine di questa esperienza: tutti a casa e se ne parlerà nel 2013. Una vicenda che segna il fallimento di un intero sistema politico, tra Partiti “padronali” o a “conduzione familiare” spesso affidati a “finti commissari”; sullo sfondo una Città che sembra assopita e rassegnata, quasi incapace di reagire. In questi giorni si è insediata al Comune la Commissaria (quella vera), Dr.ssa Maria Manzone, che avrà il compito di traghettare la Città fino al voto previsto per la primavera del 2013. Come di consueto dovrà limitarsi alla “ordinaria amministrazione”. Non potrà, ovviamente, prendere decisioni politiche, non dovrà seguire un programma di mandato e, soprattutto (cosa forse più interessante), non dovrà rendere conto agli elettori, non avendo assunto con essi alcun obbligo. Fortemente auspicabile sarebbe, da parte della Dr.ssa Manzone, a maggior ragione se ben supportata, porre in essere interventi finalizzati alla verifica di certi procedimenti amministrativi notoriamente “critici”, in certi casi emergenziali. A Lei affideremmo questo delicato compito, confidando sopratutto nella sua esperienza e sensibilità verso le Istituzioni. Pochi mesi per una missione sicuramente salutare per Barletta.

Potrebbe rivelarsi utilissima, ad esempio, una approfondita analisi su:

  •     Situazione finanziaria dell’Ente e corretto utilizzo delle risorse;
  •     Criteri di utilizzazione e sistema premiante dei dipendenti e dirigenti;
  •     Procedure di gara e modalità di affidamento per appalti di opere e servizi;
  •     Criteri adottati a fronte dei numerosi servizi tuttora in regime di proroga;
  •     Bandi di gara annullati e rifatti per i “milionari” lavori allo Stadio;
  •     Stato di attuazione degli appalti per le opere di urbanizzazione della nuova 167;
  •     Orto Botanico completato ma non fruibile;
  •     Mancata apertura del Centro per Disabili “L’Angioletto” già ristrutturato da diversi anni;
  •     Coerenza tra obiettivi e incarichi affidati tramite le numerose “short-list” di esperti;
  •     Verifica dei tempi di risposta rispetto alle istanze di autorizzazione rivolte all’Ufficio Tecnico per le pratiche edilizie, …e tanto altro ancora se solo ci fosse più tempo.

Azioni che ridarebbero credibilità alle Istituzioni, speranza alla cittadinanza, rinnovata tonicità e trasparenza al funzionamento della “macchina comunale” resa debole e cinicamente sottomessa dalla politica.

 
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